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La gestione del pericolo chimico, spesso definito “silenzioso”, richiede un approccio sistematico e rigoroso che coinvolge l’intera organizzazione, dalla qualifica dei fornitori alla formazione continua del personale. In questo ambito, le misure preventive rappresentano l’unica reale linea di difesa.
I contaminanti chimici possono essere associati a:
Le aziende alimentari devono implementare protocolli specifici per ciascuna fase della filiera produttiva.
È fondamentale approvvigionarsi esclusivamente da fornitori qualificati, acquisendo idonea documentazione a supporto della conformità dei prodotti forniti (schede tecniche, dichiarazioni di assenza allergeni, dichiarazioni MOCA).
Ove possibile, è preferibile privilegiare fornitori certificati secondo schemi riconosciuti GFSI oppure sottoporli ad audit periodici presso le loro sedi.
I prodotti utilizzati per la pulizia e per gli interventi di manutenzione devono essere stoccati in locali dedicati, chiusi e separati dalle aree di produzione.
Devono essere chiaramente identificati; in alternativa, nel manuale di autocontrollo può essere inserita una legenda cromatica dei dispenser utilizzati in produzione (ad esempio: dispenser blu per i disinfettanti).
È imprescindibile il rispetto delle istruzioni riportate in scheda tecnica, in particolare per quanto riguarda concentrazione, tempo di contatto ed eventuale risciacquo.
Le aziende che effettuano attività di manutenzione devono utilizzare esclusivamente lubrificanti, oli e grassi “food grade”, dotati di codice NSF, accompagnati da dichiarazione di assenza di allergeni e di contaminanti MOSH/MOAH, qualora impiegati su parti d’impianto soggette a possibile contatto accidentale con gli alimenti.
È inoltre necessario garantire che imballaggi primari e attrezzature siano corredati da dichiarazione di conformità al contatto alimentare, nonché da prove di migrazione globale e specifica, atte a dimostrare che i materiali non rilascino sostanze chimiche in quantità tali da rappresentare un rischio per la salute umana o alterare le caratteristiche degli alimenti.
Gli allergeni sono componenti degli alimenti in grado di provocare reazioni avverse anche gravi. Le aziende alimentari hanno l’obbligo di gestirli correttamente attraverso:
Il rischio chimico deve essere adeguatamente documentato nel manuale HACCP, mediante un’analisi del rischio che valuti:
Questo consente di individuare i punti critici di controllo (CCP) e le fasi in cui è necessario applicare specifiche misure di monitoraggio e prevenzione, come ad esempio il controllo delle temperature di stoccaggio per prevenire lo sviluppo di micotossine.
Per verificare la sicurezza dei processi e l’assenza di contaminazione chimica, le aziende possono adottare diversi strumenti di controllo.
A seguito delle operazioni di pulizia e sanificazione, è fondamentale verificare l’assenza di residui di detergenti e sanificanti mediante:
Per il controllo di micotossine, metalli pesanti, pesticidi o allergeni, l’azienda può definire un piano di campionamento e avvalersi di laboratori accreditati.
Se desideri, nel prossimo passaggio posso:
Tags: haccp, sicurezza alimentare, trilogia