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La Rivoluzione nella Gestione degli Allergeni e le Nuove Etichette

Il settore alimentare sta vivendo un importante aggiornamento normativo e scientifico a livello globale. A seguito della 49ª sessione del Codex Committee on Food Labelling (CCFL49), tenutasi a Ottawa nel maggio 2026, sono state tracciate le nuove linee guida per l’etichettatura dei prodotti preimballati, destinate ad aggiornare lo storico standard globale CXS 1-1985.

La novità più impattante riguarda senza dubbio la gestione degli allergeni, ma le riforme toccano anche le spezie, le confezioni multipack e la gestione delle emergenze.

Precautionary Allergen Labelling (PAL) e Dosi di Riferimento

La vera svolta della sessione è l’introduzione ufficiale delle Reference Doses (RfD), soglie quantitative standardizzate che pongono fine all’uso indiscriminato e spesso confusionario dell’etichettatura precauzionale (il classico “Può contenere tracce di…”).

La decisione di utilizzare la Precautionary Allergen Labelling (PAL) dovrà basarsi su una rigorosa valutazione del rischio. Se il rischio di contaminazione crociata comporta il superamento dei valori di azione (RfD), l’operatore dovrà applicare l’etichettatura precauzionale seguendo regole precise:

  • Posizionamento: La dicitura deve trovarsi subito sotto o in prossimità della lista degli ingredienti.
  • Terminologia: Deve essere preceduta esclusivamente da “Può contenere” (o termini equivalenti approvati).
  • Evidenza Visiva: Gli allergeni devono essere evidenziati graficamente (es. grassetto, colore distinto), mantenendo la stessa formattazione usata nella lista degli ingredienti.
  • Compatibilità: L’uso della PAL per i cereali contenenti glutine è incompatibile con il claim volontario “senza glutine”.

Cosa sta succedendo a livello internazionale?

L’adozione delle Reference Doses nel Codex Alimentarius rappresenta una vittoria per la trasparenza e la sicurezza alimentare. Fornisce finalmente alle aziende e alle autorità di controllo una base matematica e scientifica certa (come il metodo VITAL) per valutare i rischi di contaminazione crociata. Le linee guida del Codex, incluse le nuove Dosi di Riferimento (RfD), tracciano la strada del futuro ma non sono ancora state recepite in uno standard normativo definitivo a livello europeo.

Ad oggi, il pilastro normativo ufficiale e vincolante in Europa resta il Regolamento UE 1169/2011.

Il concetto di “risk assesment”

Il cuore di questa rivoluzione è il calcolo oggettivo del rischio, che si basa su due concetti chiave raccomandati dalla FAO e dall’OMS:

  • La Dose di Riferimento (RfD): È la soglia milligrammica di proteina allergenica (es. 2,0 mg per latte o sesamo) al di sotto della quale il rischio di una reazione avversa nel consumatore allergico è considerato statisticamente infinitesimo.
  • Il Livello di Azione (Action Level): È la traduzione pratica della RfD sul singolo prodotto. Si calcola rapportando la Dose di Riferimento alla porzione standard consumata.

Conclusioni

Per affrontare la transizione con serenità, le aziende possono già compiere alcuni passi concreti: raccogliere informazioni più accurate lungo la catena di fornitura, mappare nel dettaglio i rischi di contaminazione crociata e avvicinarsi a metodi di valutazione quantitativa. L’obiettivo è chiaro: iniziare a valutare oggi, per rendere l’adeguamento normativo di domani un passaggio semplice e naturale.

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