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La conservazione degli alimenti rappresenta un tema di grande importanza per le aziende alimentari. L’incremento demografico ed il continuo aumento dell’urbanizzazione, oltre alle richieste sempre più stringenti da parte dei clienti, hanno portato le industrie alimentari ad impiegare delle tecnologie che controllassero la conservazione del cibo.
Conservare gli alimenti significa bloccare, o almeno rallentare, il naturale processo di deterioramento causato dai microrganismi e la temperatura rappresenta un fattore determinante di contrasto a tale sviluppo, agendo direttamente sulla velocità delle reazioni microbiche.
I trattamenti termici impiegati possono essere di due tipi: quelli a caldo e quelli a freddo.
La normativa europea in materia di Igiene e sicurezza alimentare si pronuncia in maniera abbastanza dettagliata in merito alle temperature di mantenimento degli alimenti. Il Regolamento CE n. 852/04, infatti, indica come le imprese alimentari che trattano prodotti deperibili debbano possedere tutte le strutture necessarie per il corretto mantenimento della “catena del freddo” dei prodotti.
Per il magazzinaggio e per l’esposizione dei prodotti deperibili devono quindi possedere strutture adeguate come celle frigo e/o frezeer, e banconi espositivi refrigerati. Questo però non basta, in quanto è necessario che i diversi prodotti alimentari vengano conservati a specifiche temperature che devono essere tenute sotto controllo.
È importante, inoltre, che nel manuale HACCP siano specificate con precisione le eventuali azioni correttive previste qualora dai monitoraggi giornalieri si riscontrasse una anomalia e quindi una temperatura al di sopra di quelle previste dalle disposizioni di legge. Gran parte delle indicazioni riguardo le precise temperature da mantenere per i diversi generi alimentari, soprattutto per i prodotti di origine animale, provengono dal Reg. CE n. 853/04.
È importante ricordare che i microrganismi possono vivere in un range di temperature compreso tra i -5 °C e i 75°C:
In questo primo caso l’effetto del calore agisce sui microrganismi, prima inibendone la moltiplicazione e poi, a temperature più elevate, uccidendoli.
I due principali processi termici a caldo impiegati nelle industrie alimentari sono la cottura, la pastorizzazione e la sterilizzazione.
Le tecniche che utilizzano il freddo per la conservazione degli alimenti, non eliminano le cause di degradazione, ma provocano un arresto dello sviluppo microbico. I trattamenti tecnologici che rientrano in questa categoria sono la refrigerazione, il congelamento e la surgelazione.
Se parliamo di conservazione degli alimenti già bonificati, quindi ad esempio già sottoposti a processi di pastorizzazione o di cottura il metodo più valido è quello del freddo che non elimina i batteri ma ne rallenta semplicemente la moltiplicazione.
Il freddo infatti esercita un’azione microbiostatica che non distrugge le tossine batteriche ma ne inibisce la crescita e la proliferazione, rallentando anche le reazioni degradative che portano al peggioramento delle caratteristiche organolettiche dei prodotti.
Esistono tuttavia diversi modi di applicare il raffreddamento:
Con il congelamento si formano, all’interno degli alimenti, cristalli di grosse dimensioni che provocano la rottura parziale o totale anche delle pareti cellulari; al momento dello scongelamento, quindi, si verifica uno sgocciolamento di essudati ricchi di sostanze nutritive e un depauperamento dell’alimento, sia in termini nutrizionali che organolettici.
La differenza sostanziale con il normale congelatore consiste nell’evitare la formazione di macrocristalli di ghiaccio, grazie ad un’azione molto rapida, che consente di portare la temperatura di un alimento da 90°C a 3°C al cuore del prodotto in meno di 90 minuti.
Si può anche ricorrere all’abbattimento negativo, dai 90°C ai -18°C al cuore del prodotto in meno di 270 minuti, quando un prodotto deve essere surgelato e poi conservato.
Lo scongelamento deve essere effettuato rapidamente: lo shock termico inibisce la proliferazione cellulare e di conseguenza viene sconsigliato di scongelare i prodotti a temperatura ambiente ma si consiglia di farlo ponendo il cibo in frigorifero o, se possibile, utilizzando il microonde.
Nel Sistema di Controllo HACCP, la verifica della temperatura e della conservabilità degli alimenti e dei prodotti alimentari è solo uno degli aspetti fondamentali da rispettare ma rappresenta un obbligo di legge e per questo motivo ogni Manuale di Autocontrollo deve contenere informazioni precise al riguardo.
Se vi interessa un nostro parere sulle vostre modalità di conservazione, potete scriverci all’indirizzo di posta elettronica: [email protected].
Regolamento (CE) 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari
Regolamento (CE) 853/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari di origine animale