I sistemi volontari Kosher ed Halal fanno parte delle certificazioni alimentari religiose: il primo è rivolto ai mercati dei fedeli di religione ebraica, mentre il secondo a quelli musulmani. Nel mondo, l’aumento della popolazione islamica ha inciso positivamente sulla domanda di cibi HALAL e ha creato nuove opportunità per le aziende che trasformano prodotti alimentari. I cibi KOSHER sono molto richiesti non solo dalla popolazione ebraica praticante ma anche da molte Aziende che, grazie alle rigidissime regole imposte, associano tale certificazione alla garanzia di sicurezza alimentare.

Ottenere questa tipologia di certificazioni consente di:

  • Raggiungere ogni tipologia di Consumatore, compresi quelli religiosi osservanti;
  • Rendersi competitivi in un mercato ancora in pieno sviluppo, comprendente non solo le comunità ebraiche e musulmane che vivono in Italia ma anche quelle presenti in medio oriente e non solo;
  • Ampliare il target dei possibili Clienti senza variazione dei processi produttivi;
  • Adeguarsi agli standard spesso richiesti dalla GDO.

Che si producano alimenti destinati ai consumatori, ingredienti destinati ad uso industriale o prodotti a marchio privato, le certificazioni Kosher e Halal migliorano il profilo aziendale sul mercato e ne aumentano l’espansione.

KOSHER

La richiesta di prodotti certificati Kosher è in continua crescita, tanto che ogni anno più di 2500 nuovi prodotti diventano kosher. “Kosher” significa “valido, adatto, buono” ed è un termine utilizzato per definire gli alimenti preparati secondo le regole alimentari ebraiche, basate sulla Bibbia e sul rispetto delle leggi della Torah.

Tutti i cibi certificati Kosher seguano una modalità di preparazione estremamente dettagliata che consiste in:

  • Utilizzo di ingredienti, impianti e macchinari Kosher;
  • Garanzia di qualità e sicurezza alimentare per tutti i consumatori, indipendentemente dalla religione;
  • Controllo di tutta la filiera produttiva dalle materie prime alla produzione, fino al packaging e alla distribuzione;
  • Interesse anche da parte di consumatori Musulmani, vegetariani e intolleranti al lattosio;
  • Assenza di cross-contamination da prodotti non kosher;
  • Presenza di coloranti e conservanti di origine animale autorizzati.

HALAL

La comunità islamica, che a livello mondiale raggiunge oggi quasi 2 miliardi di persone, è alla continua ricerca della perfezione e della purezza del cibo, indispensabile per nutrire in maniera lecita l’anima dei praticanti.

 “Halal” infatti significa “lecito”, “permesso” e ottenere la certificazione garantisce ai Consumatori che l’alimento sia stato prodotto seguendo i dettami della della Shari’a, ossia della religione (Corano, Hadith, Fatwe) e della giurisprudenza islamica.

Nella pratica la certificazione HALAL consiste in:

  • Assenza di sostanze non halal, quali ad esempio carne di maiale ed alcool;
  • Carne derivata da animali uccisi secondo specifico rituale;
  • Presenza di coloranti e conservanti di origine animale autorizzati;
  • Controllo di tutta la filiera produttiva dalle materie prime alla produzione, fino al packaging e alla distribuzione;
  • Garanzia che il prodotto non sia mai stato a contatto con altre sostanze non halal (controllo approfondito di macchine e materie prime);
  • Rispetto dei principi della rintracciabilità con quelli della sicurezza alimentare e dei sistemi di gestione.

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